Alle origini dell'Ingegneria Civile a Roma

Prima dell'Ottocento, la figura dell'ingegnere nello Stato della Chiesa era legata soprattutto all'architettura militare, alla perizia catastale e alla gestione delle acque. I pontefici assoldavano tecnici ed esperti per affrontare le croniche emergenze idrauliche del territorio, che, oltre a danneggiare città e coltivi, creavano problemi ai traffici e alle comunicazioni, poichè i trasporti avvenivano principalmente per via fluviale per il trascurato stato della viabilità terrestre, decisamente bisognosa di una drastica modernizzazione.
La formazione degli ingegneri a Roma nell'età di Pio VI (1775-1799) era molto trascurata. Le cattedre della Sapienza si erano aperte alla matematica applicata, che all'epoca significava meccanica e idraulica, ma in prevalenza la formazione scientifica degli ingegneri e architetti era affidata all'iniziativa personale, attraverso tirocini formativi presso professionisti privati, scarsamente motivati o del tutto restii a trasmettere le proprie conoscenze. 

In allegato la locandina, all'interno il programma del convegno.

 

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